quinta-feira, 11 de dezembro de 2014

CARTA DO SANTO PADRE BENTO XVI AOS BISPOS QUE ACOMPANHA O "MOTU PROPRIO" SUMMORUM PONTIFICUM SOBRE O USO DA LITURGIA ROMANA ANTERIOR À REFORMA REALIZADA EM 1970




CARTA DO SANTO PADRE
BENTO XVI
AOS BISPOS QUE ACOMPANHA O "MOTU PROPRIO"
SUMMORUM PONTIFICUM
SOBRE O USO DA LITURGIA ROMANA
ANTERIOR À REFORMA REALIZADA EM 1970

Amados Irmãos no Episcopado,

Com grande confiança e esperança, coloco nas vossas mãos de Pastores o texto duma nova Carta Apostólica «Motu Proprio data» sobre o uso da liturgia romana anterior à reforma realizada em 1970. O documento é fruto de longas reflexões, múltiplas consultas e de oração.

Notícias e juízos elaborados sem suficiente informação criaram não pouca confusão. Há reacções muito divergentes entre si que vão de uma entusiasta aceitação até uma férrea oposição a respeito de um projecto cujo conteúdo na realidade não era conhecido.

Contrapunham-se de forma mais directa a este documento dois temores, dos quais me quero ocupar um pouco mais detalhadamente nesta carta.

Em primeiro lugar, há o temor de que seja aqui afectada a autoridade do Concílio Vaticano II e que uma das suas decisões essenciais – a reforma litúrgica – seja posta em dúvida. Tal receio não tem fundamento. A este respeito, é preciso antes de mais afirmar que o Missal publicado por Paulo VI, e reeditado em duas sucessivas edições por João Paulo II, obviamente é e permanece a Forma normal – a Forma ordinária – da Liturgia Eucarística.

A última versão do Missale Romanum, anterior ao Concílio, que foi publicada sob a autoridade do Papa João XXIII em 1962 e utilizada durante o Concílio, poderá, por sua vez, ser usada como Forma extraordinária da Celebração Litúrgica. Não é apropriado falar destas duas versões do Missal Romano como se fossem «dois ritos». Trata-se, antes, de um duplo uso do único e mesmo 
Rito.


CARTA DO SANTO PADRE
BENTO XVI
AOS BISPOS QUE ACOMPANHA O "MOTU PROPRIO"
SUMMORUM PONTIFICUM

Quanto ao uso do Missal de 1962, como Forma extraordinária da Liturgia da Missa, quero chamar a atenção para o facto de que este Missal nunca foi juridicamente ab-rogado e, consequentemente, em princípio sempre continuou permitido. Na altura da introdução do novo Missal, não pareceu necessário emanar normas próprias para um possível uso do Missal anterior. Supôs-se, provavelmente, que se trataria de poucos casos individuais que seriam resolvidos um a um na sua situação concreta.

Bem depressa, porém, se constatou que não poucos continuavam fortemente ligados a este uso do Rito Romano que, desde a infância, se lhes tornara familiar. Isto aconteceu sobretudo em países onde o movimento litúrgico tinha dado a muitas pessoas uma formação litúrgica notável e uma profunda e íntima familiaridade com a Forma anterior da Celebração Litúrgica. 

Todos sabemos que, no movimento guiado pelo Arcebispo Lefebvre, a fidelidade ao Missal antigo apareceu como um sinal distintivo externo; mas as razões da divisão, que então nascia, encontravam-se a maior profundidade. Muitas pessoas, que aceitavam claramente o carácter vinculante do Concílio Vaticano II e que eram fiéis ao Papa e aos Bispos, desejavam contudo reaver também a forma, que lhes era cara, da sagrada Liturgia; isto sucedeu antes de mais porque, em muitos lugares, se celebrava não se atendo de maneira fiel às prescrições do novo Missal, antes consideravam-se como que autorizados ou até obrigados à criatividade, o que levou frequentemente a deformações da Liturgia no limite do suportável.

Falo por experiência, porque também eu vivi aquele período com todas as suas expectativas e confusões. E vi como foram profundamente feridas, pelas deformações arbitrárias da Liturgia, pessoas que estavam totalmente radicadas na fé da Igreja.

sábado, 6 de dezembro de 2014

Maria: Nessuno capisce tutti i doni che Gesù ha posto nel mio Cuore Immacolato. Aspettano lì, sempre pronti per essere donati. Sono l’unico mezzo di salvezza dell’uomo, perché tutte le grazie di Gesù devono passare attraverso le mie mani.

27 novembre 2014
Maria
Voglio rivelare al mondo intero i tesori che Gesù ha posto nel mio Cuore. Cominciò a mettere queste ricchezze dal primo momento della mia Immacolata Concezione. Egli versò tesori infiniti durante i nove mesi in cui ha vissuto nel mio grembo. Tuttavia, è stato durante la sua vita terrena che mi ha dato i doni più grandi.
In primo luogo, ho visto il suo piccolo viso e le mani. Più tardi, ho sentito le sue parole, che hanno rivelato tanto dei suoi pensieri e desideri. Infine, lo ho visto predicare e guarire. Poi, ci fu il viaggio a Gerusalemme e la sua morte in croce. Ogni momento, le sue ricchezze si sono moltiplicate dentro di me.
Dopo la sua risurrezione, apparve a me e mi ha impartito la sua gloria di risorto. In seguito, Gesù ha mandato il suo Spirito durante la Pentecoste. Lo Spirito mi ha inabitato tutti i giorni della mia vita, alla fine assumendomi, corpo e anima, in cielo, dove ero vestita di Sole.
Ho accumulato tutte queste ricchezze, come una madre per la salvezza per i suoi figli. Io le rivelo di modo che le possiate ricevere. Ci vorrà del tempo. Proseguirò lentamente e spiegherò ogni tesoro. Non basta però ascoltare. È necessario compiere sforzi per riceverli.
Commento: Se riceviamo i tesori della Madonna rimarremo fedeli alla volontà di Dio.
28 novembre 2014
Maria
Nessuno capisce tutti i doni che Gesù ha posto nel mio Cuore Immacolato. Aspettano lì, sempre pronti per essere donati. Sono l’unico mezzo di salvezza dell’uomo, perché tutte le grazie di Gesù devono passare attraverso le mie mani.
Il Padre celeste ha decretato un’era mariana. Questa è iniziata quando ho rivelato la medaglia miracolosa a Santa Caterina Labouré (1831). Poco dopo, Papa Pio IX dichiarò il dogma della mia Immacolata Concezione (1854). Tutto è stato preparato per le grandi apparizioni di Fatima (1917). L’era mariana è stata completamente avviata.
Molto presto, il 100° anniversario di Fatima si svolgerà. Che cosa è successo? La pace che ho portato ha avuto luogo? Affatto. I fuochi della guerra bruciano ovunque e la distruzione futura sarà maggiore. Il Padre celeste non ha rilasciato i doni di Gesù nel mio Cuore. Si trovano lì non aperti, messi da parte, e non visti come importanti.
Invece, gli esseri umani, dentro e fuori la Chiesa, adottano le loro soluzioni umane, che il più delle volte falliscono. Quando invocano l’aiuto del cielo, non ascoltano la risposta del Padre: “Ho già messo tutto quello di cui avete bisogno nel Cuore Immacolato. Non cambierò il mio piano. Andateci e troverete tutto il necessario”.
Questo è il mio messaggio, anche, ed io parlerò di questi doni, rivelando tutto ciò che il Padre ha fatto.
Commento: Dio è stato molto coerente. Egli ha decretato questa Era Mariana e non ha alcuna intenzione di cambiare idea. Noi siamo quelli che debbono ascoltare.
29 novembre 2014
Maria
I miei regali non sono disponibili in un ordine predefinito. Essi si riversano. Tutto ciò che è necessario è dato immediatamente. Altri sono trattenuti fino a quando la persona è in grado di riceverli. Tutto è secondo il desiderio del Padre.
Tutti devono sapere di questi doni. Essi sono essenziali per il tempo futuro. Ci saranno i regali ordinari per svolgere compiti quotidiani e doni straordinari per affrontare gli eventi. Non perdete altro tempo. È necessario riceverli ora, secondo le mie istruzioni.
In primo luogo, si deve credere. La fede viene dall’ascolto, quindi io debbo parlare. Siete entrati in un nuovo momento della storia umana. La guerra tra Satana e la Donna vestita di sole ha avuto inizio. I primi colpi sono già stati sparati. Egli ha lanciato la sua offensiva, ma pochi ne sono a conoscenza. Altri comprano e vendono come se nulla stesse accadendo ed il mondo potesse solo continuare come ora.
Dobbiamo prepararci per un unico obiettivo. Io sto dotando i miei soldati dei poteri più straordinari per respingere gli attacchi di Satana e per tessere un muro di protezione intorno alle loro famiglie e comunità. Quello che oggi è in atto è del tutto inadeguato. È obsoleto ed inefficace. Inoltre, pochi sono veramente interessati.
Così, il primo dono che io riverso fuori è un risveglio. La gente deve svegliarsi alle nuove realtà. Satana ha scelto questo momento della storia per lanciare la sua offensiva. Il Padre celeste ha predisposto tutto per questo momento ed ha posto ogni dono nel mio Cuore Immacolato. Io vi risveglio a queste realtà così che non vi prenda la disperazione a causa degli eventi ed in modo che cerchiate tutti i giorni i miei doni.
Commento: Ieri era un venerdì di affari, quando milioni hanno fatto un sacco di acquisti e di vendite. Le persone sono spesso lente a rendersi conto che le cose sono cambiate.
30 novembre 2014
Maria
I venti soffieranno e le piogge arriveranno, ma coloro i cui cuori sono ricolmi dei miei doni sopravvivranno ai grandi eventi. Essi potranno godere di una forza e di una perseveranza non comuni. Niente, assolutamente niente, che Satana possa scagliare contro di loro distruggerà la loro volontà di restare fedeli. Quindi, ora comincio ad elencare quei poteri che sto già riversando.
Satana attacca attraverso la lussuria. Egli stravolge il potente desiderio sessuale, destinato a migliorare l’amore coniugale, e lo invia in ogni direzione possibile. La lussuria è un fiume possente che trabocca di frequente le sue rive e distrugge.
O lettore, conosco le tue lotte con la lussuria e ti offro il grande dono della purezza. Accetta il mio dono. Richiedi la continenza necessaria per il tuo stato di vita. In questo modo, il vero amore sarà rilasciato in te. L’oscurità e la vergogna non avranno potere su di te. Le catene della lussuria cadranno a terra, e camminerai facilmente lontano dalla loro portata.
Ti offro una nuova vita, dove si può gioire in una libertà che non avevi mai capito perché la lussuria aveva così limitato i tuoi passi ed accecato i tuoi occhi.
Vieni. Ti condurrò in un mondo di purezza, dove fiorisce l’amore vero e tutti i rapporti sono ritenuti sacri. Quando sarai purificato dalle passioni, potrai godere della pace. I giorni passati lasceranno il posto ad una nuova gloria. Nessuno dovrà insegnarvi la strada di Dio. La vedrete da voi stessi.
Commento: La Madonna non condanna. Ella offre invece una nuova libertà che permette alla persona di rispondere al vero amore, sia umano che divino.
1 dicembre 2014
Maria
Non tutti capiranno ciò che sta accadendo, quando questi eventi avranno inizio. Molti non vedranno alcuna speranza. Altri malediranno e persino bestemmieranno. Sarà solo la persona speciale che sarà in grado di vedere una strada che porta alla pace.
Nascosta profondamente nel mio Cuore è la luce, luce speciale per i giorni di tenebra. Non riserverò questa luce solo per persone speciali. Tutti coloro che ora leggono queste locuzioni sono pronte per la luce. In primo luogo, debbo spiegare come.
Il primo effetto di questa luce è quello di sapere che io sono presente. Questo è il momento della mia visita, la mia venuta a voi così come sono andata da Elisabetta. Io non sono sola. Io porto Gesù dentro di me. Senza il mio dire una sola parola di spiegazione, Elisabetta conosceva il mistero, “Chi sono io, che la madre del mio Signore venga a me?”
In questa grande luce, anche voi saprete che io sia venuta a voi. Io, la Madre di Gesù, sono venuta a voi. Avrete fede totale. Niente potrà scuotere quella fiducia completa. Anche nel bel mezzo degli eventi rimarrete saldi, vivendo un giorno alla volta e non avendo paura del domani (il che è sempre inutile). Darò questa straordinaria, fede incrollabile a tutti coloro che mi accolgono come ha fatto Elisabetta.
Commento: La mancanza di fede del mondo limita i doni della Madonna. Quindi, lei li dà singolarmente, ad ogni persona.
2 dicembre 2014
Maria
Voglio riversare i miei doni come un fiume possente, ma perché sprecare queste acque, se i cuori non sono pronti a ricevere? Prima di ogni altra cosa, devo versare il dono della fede. O lettore, come vorrei suscitare la tua fede, approfondire la tua fede, attivare la tua fede in modo che tu possa ricevere. Cominciamo.
Vedete da voi stessi i problemi che il mondo deve affrontare, problemi irrisolvibili per un mondo che ha poche risorse per rispondere. Questi problemi cresceranno. Essi si moltiplicheranno. Essi si interconnetteranno e si trasformeranno in problemi più gravi che sembreranno totalmente resistenti a qualsiasi soluzione.
La Chiesa è messa in disparte. Mentre il mondo si muove lungo la sua strada, la Chiesa è una voce che grida nel deserto. La sua voce non si sente sul mercato ed essa non ha grande potenza sulla scena mondiale. Questo stato di cose avrà da continuare, a scapito totale del mondo?
Su questo punto io riverso nuova fede. La vera fede è vedere con gli occhi soprannaturali ciò che non può essere visto e di credere con fede soprannaturale ciò che ancora non esiste.
La fede è l’unico modo in cui Dio entra nel mondo. Gesù si è fatto uomo perché credevo quello che non avevo ancora visto (che lo Spirito Santo mi avrebbe reso la madre di Dio). Ho bisogno che il Santo Padre e tutti i vescovi e tutta la Chiesa vedano che io interverrò sulla scena mondiale solo quando crederanno. In caso contrario, debbo restare seduta in disparte mentre il mondo corre verso la sua stessa distruzione. Voglio fare una cosa nuova, ma ho bisogno di persone che credano prima di vedere le mie azioni.
Commento: Dobbiamo credere che la Madonna agirà in modi in cui non ha mai agito prima.
3 dicembre 2014
Maria
Poiché le opere del male, i grandi disegni del maligno, aumenteranno e poiché i leader mondiali non sanno rivolgersi a me per un aiuto, devo proteggere coloro che credono. Più tardi, dopo che la Russia sarà consacrata a me ed il Santo Padre avrà rivolto tutti gli occhi del mondo sul mio ruolo di salvezza, potrò agire in modo universale e visibile. Per ora, posso agire liberamente solo nei cuori di coloro che credono. Perché dovrei aspettare? Perché dovrei lasciare coloro che credono senza alcuna protezione.
Come una madre che riveste i suoi figli per una passeggiata nella neve, così io vestirò i miei figli. Il primo capo di abbigliamento è la luce. Ogni persona capirà. Esse vedranno le vie del male, che sono alla porta e sono ovunque. Nella mia luce esse si allontaneranno dal male. Ancor più, esse rimuoveranno queste cause del male da se stesse e dai loro figli.
Questa luce mostrerà loro anche la strada. Questo percorso non è facile da scoprire. Anni fa, quando la cultura era piena di luce, le strade verso la luce sono state molte e facili da seguire. Ora, sono poche, difficili da trovare, e non facili da percorrere. Questa è la mia promessa. Se chiedete, vi darò la luce interiore necessaria. Diventerete acutamente consapevoli della tenebra in continua espansione. Voi direte: “Devo cercare la strada della luce”. Ricercatela. Troverete altri. Troverete anche nuovi percorsi di luce. Non esitate. Iniziate subito. La luce interiore ed i sentieri che troverete sono i miei doni.
Commento: Le grandi luci della Madonna per tutto il mondo sono in ritardo, ma le sue luci per voi, personalmente, sono già disponibili.

                     

Dom PRÓSPERO GUÉRANGER : PRÁCTICA DEL ADVIENTO # Dom Guéranger, DE L'ASSISTANCE A LA SAINTE MESSE A... # dom Guéranger, ON HEARING MASS DURING THE TIME OF ... # Dom Prosper Guéranger, PRATICA DELL'AVVENTO #



Dom PRÓSPERO GUÉRANGER : PRÁCTICA DEL ADVIENTO



Si nuestra Madre, la Santa Iglesia, pasa el tiempo del Adviento ocupada en esta solemne preparación al advenimiento de Jesucristo; si como las vírgenes prudentes, permanecen con la lámpara encendida para la llegada del Esposo; nosotros, que somos sus miembros e hijos, debemos participar de los sentimientos que la animan y hacer nuestra esta advertencia del Salvador: "Cíñase vuestra cintura como la de los peregrinos, brillen en vuestras manos antorchas encendidas, y vosotros sed semejantes a los criados que están a la espera de su amo" (San Lucas, 12, 35).
En efecto, la suerte de la Iglesia es también la nuestra; cada una de nuestras almas es objeto, por parte de Dios, de una misericordia y de una providencia semejantes a las que emplea con la misma Iglesia. Sí ella es el templo de Dios, es porque se compone, de piedras vivas; si es la Esposa, es porque está formada por todas las almas invitadas a la unión eterna con Él. Si es cierto que está escrito que el Salvador conquistó a la Iglesia con su Sangre (Hebreos, 20, 28), cada uno de nosotros hablando de sí mismo puede decir como San Pablo: Cristo me amó y se entregó por mí (Gálatas, 2, 20). Siendo pues idéntica nuestra suerte, debemos esforzarnos durante el Adviento en asimilar los sentimientos de preparación que vemos que embargan a la Iglesia.
En primer lugar, es un deber nuestro el unirnos a los Santos del Antiguo Testamento para pedir la venida del Mesías y pagar así la deuda que toda la humanidad tiene contraída con la misericordia divina. Para animarnos a cumplir con este deber, transportémonos con el pensamiento al curso de estos miles de años, representados por las cuatro semanas del Adviento y pensemos en aquellas tinieblas, en aquellos crímenes de toda clase en medio de los cuales se movía el mundo antiguo. Nuestro corazón debe sentir con la mayor viveza el agradecimiento que debe a Aquel qué salvó a su criatura de la muerte y que bajó hasta nosotros para ver más de cerca y compartir todas nuestras miserias, fuera del pecado. Debe clamar con acentos de angustia y confianza hacia Aquel que se dignó salvar la obra de sus manos, pero que quiere también que le hombre pida e implore su salvación. Que nuestros deseos y nuestra esperanza se dilaten con estas ardientes súplicas de los antiguos Profetas que la Iglesia pone en nuestros labios; abramos nuestros corazones hasta en sus últimos repliegues a los sentimientos que ellos expresan.
Cumplido este primer deber, pensaremos en el advenimiento que el Salvador quiere hacer en nuestro corazón. Advenimiento lleno de dulzura y de misterio y que es consecuencia del primero, puesto que el Buen Pastor no viene solamente a visitar a su rebaño en general, sino que extiende sus cuidados a cada una de sus ovejas, aún a la centésima que se había extraviado. Ahora bien, para captar todo este inefable misterio, es necesario tener presente que así como no podemos ser agradables a nuestro Padre Celestial sino en la medida que ve en nosotros a Jesucristo, su Hijo,este Divino Salvador tan bondadoso se digna venir a cada uno de nosotros para transformarnos en Él, si lo consentimos, de suerte que no vivamos ya nuestra vida sino la suya. Éste es el objetivo del Cristianismo: la divinización del hombre por Jesucristo. Tal es la tarea sublime impuesta a la Iglesia. Con San Pablo dice Ella a los fieles: "Vosotros sois mis hijitos, pues os doy un nuevo nacimiento para que Jesucristo se forme en vosotros" (Gálatas, 4. 19).
Pero lo mismo que al aparecer en este mundo, el Divino Salvador se mostró primeramente bajo la forma de un débil niño, antes de llegar a la plenitud de la edad perfecta necesaria para que nada faltase a su sacrificio, del mismo modo tratará de desarrollarse en nosotros. Ahora bien, es precisamente en la fiesta de Navidad cuando quiere nacer en las almas y cuando derrama sobre su Iglesia una gracia de Nacimiento, a la cual no todos son ciertamente fieles. Porque mirad la situación de las almas a la llegada de esta inefable fiesta. Las unas, el número más reducido, viven plenamente de la vida de Jesucristo que está en ellas y aspiran continuamente a crecer en esta vida. Las otras, en mayor número, están vivas ciertamente, por la presencia de Cristo, pero enfermas y endebles por no desear el aumento de esta vida divina; porque su amor se ha resfriado. Los demás hombres no gozan de esta vida, están muertos, porque Cristo dijo: "Yo soy la vida".
Durante los días del Adviento pasa llamando a la puerta de todas estas almas, bien sea de una manera sensible; o bien de una manera velada. Les pregunta si tienen sitio para Él, para que pueda nacer en ellas. Y aunque la posada que reclama sea suya, porque Él la construyó y la conserva, se queja de que "los suyos no lo quisieron recibir", al menos la mayoría de ellos.
"Por lo que toca a aquellos que lo recibieron, les dio poder para hacerse hijos de Dios y no hijos de la carne o de la sangre" 
(San Juan, 1, 11-13.)
Preparaos, por tanto, vosotras, almas fieles; que lo guardáis dentro de vosotras como un preciado tesoro y que desde tiempo atrás no tenéis otra vida que su vida, otro corazón que su corazón, otras obras que sus obras, preparaos a verlo nacer en vosotras más hermoso, más radiante, más poderoso que hasta ahora lo habíais conocido. Tratad de descubrir en las frases de la santa liturgia estas palabras misteriosas que hablan a vuestro corazón y encantan al Esposo.
Ensanchad vuestras puertas para recibirlo nuevamente, vosotras que lo tenéis ya dentro pero sin conocerlo; que lo poseéis pero sin gozarlo. Ahora vuelve a venir con renovada ternura; ha olvidado vuestros desdenes, quiere renovarlo todo. Haced sitio al Divino Infante porque querrá crecer en vosotras. Se aproxima el momento.. Las palabras de la liturgia son también para vosotras; hablan de tinieblas que sólo Dios puede deshacer, de heridas que sólo su bondad puede curar, de enfermedades que únicamente pueden sanar por su virtud.
Y vosotros, cristianos, para quienes la Buena Nueva es como si no existiera, porque vuestros corazones están muertos por el pecado, bien se trate de una muerte que os aprisiona en sus cadenas desde hace mucho tiempo, o bien de heridas recientes: he aquí que se acerca el que es la vida. "¿Por qué habréis de preferir la muerte? Él no quiere la muerte del pecador sino que viva" (Ezeq. 28, 31-32). La gran fiesta de su Nacimiento será un día de universal misericordia para todos los que quieran recibirlo. Éstos volverán con Él a la vida; desaparecerá toda su vida anterior, "y la gracia sobreabundará allí donde la iniquidad ha abundado"  LEER...

Dom Guéranger, DE L'ASSISTANCE A LA SAINTE MESSE AU TEMPS DE L'AVENT

Ils sentiront aussi que le grand Sacrifice qui perpétue sur la terre, jusqu'à la consommation des siècles, l'oblation réelle, quoique non sanglante, du Corps et du Sang de Jésus-Christ, a pour but spécial de préparer, et même d'opérer, dans les cœurs des fidèles, l'Avènement mystérieux du Dieu qui n'est venu délivrer nos âmes que pour en prendre possession.


L'ANNÉE LITURGIQUE

Dom Guéranger

CHAPITRE V. DE L'ASSISTANCE A LA SAINTE MESSE AU TEMPS DE L'AVENT.


Ce chapitre n’est pas numérisé

Dans toutes les saisons de l'Année Chrétienne, mais surtout au saint temps de l'Avent, il n'est point d'œuvre plus agréable à Dieu, plus méritoire et plus propre à nourrir la véritable piété, que l'assistance au saint Sacrifice de la Messe. Les fidèles doivent donc faire tous leurs efforts pour se procurer ce précieux avantage aux jours mêmes où la sainte Eglise ne leur en fait pas une obligation.
En assistant au divin Sacrifice dont l'oblation a été l'objet de l'attente du genre humain durant quarante siècles, ils devront éprouver une vive reconnaissance, s'ils réfléchissent que Dieu les a fait naître en ce monde depuis ce grand et miséricordieux événement, et n'a pas marqué leur place parmi ces générations qui se sont éteintes avant même d'en avoir pu saluer l'aurore. Ils ne s'en joindront pas moins avec instance à la sainte Eglise, pour demander, au nom de toute la création, la venue du Rédempteur, acquittant ainsi avec plénitude la grande dette imposée à tous les hommes, tant à ceux qui ont vécu avant l'accomplissement du mystère de l'Incarnation, qu'à ceux qui ont le bonheur de le voir accompli.
Ils sentiront aussi que le grand Sacrifice qui perpétue sur la terre, jusqu'à la consommation des siècles, l'oblation réelle, quoique non sanglante, du Corps et du Sang de Jésus-Christ, a pour but spécial de préparer, et même d'opérer, dans les cœurs des fidèles, l'Avènement mystérieux du Dieu qui n'est venu délivrer nos âmes que pour en prendre possession.
Enfin, ils aimeront à profiter de la présence et de la conversation du Fils de Dieu, dans ce mystère caché où il sauve le monde, afin qu'au jour où il viendra le juger dans sa majesté terrible, il les reconnaisse comme ses amis et les sauve encore, à cette heure où il n'y aura plus de miséricorde, mais seulement la justice.
Nous allons essayer de réduire à la pratique ces sentiments dans une explication des mystères de la sainte Messe, nous efforçant d'initier les fidèles à ces divins secrets, non par une stérile et téméraire traduction des formules sacrées, mais au moyen d'Actes destinés à mettre les assistants en rapport suffisant avec les actions et les sentiments de l'Eglise et du Prêtre.
La première chose qui doit occuper les fidèles lorsqu'ils assistent à la sainte Messe dans l'Avent, est de savoir si cette Messe va être célébrée suivant le rite de l'Avent, ou si elle est en l'honneur de la Sainte Vierge, ou de quelque Saint, ou enfin pour les défunts. Pour cela, il leur suffira déconsidérer la couleur des ornements du Prêtre. Ils seront violets, si la Messe est de l'Avent ; d'une autre couleur, blanche ou rouge, si elle est de la Sainte Vierge ou d'un Saint ; enfin noire, si elle est pour les défunts. Si le Prêtre est revêtu de violet, les fidèles s'efforceront d'entrer dans l'esprit de pénitence que l'Eglise veut exprimer par cette couleur. Ils le feront également dans le cas où le Prêtre serait revêtu d'une autre couleur ; car, quelle que soit la solennité qu'on célèbre en Avent, le célébrant est toujours obligé de faire mémoire de l'Avent en trois endroits, et en usant des mêmes paroles de supplication et de componction qu'il aurait à prononcer dans une Messe propre de l'Avent. Il n'y a d'exception que pour les Messes des défunts.
Le Dimanche, si la Messe à laquelle on assiste est paroissiale, deux rites solennels, l'Aspersion de l'Eau bénite, et, en beaucoup d'églises, la Procession, devront d'abord intéresser la piété.
Pendant l'Aspersion, on demandera la pureté de cœur nécessaire pour prendre part au double Avènement de Jésus-Christ ; et en recevant sur soi-même cette eau sainte, dont l'aspersion nous prépare à assister dignement au grand Sacrifice dans lequel est épanché, non plus une eau figurative, mais le Sang même de l'Agneau, on pensera au Baptême d'eau par lequel saint Jean-Baptiste préparait les Juifs à cet autre Baptême qui devait être l'effet de la puissance et de la miséricorde du Médiateur.

Etc

 

dom Guéranger, ON HEARING MASS DURING THE TIME OF ADVENT

With what gratitude ought they to assist at that divine sacrifice, for which the world had been longing for four thousand years! God has granted them to be born after the fulfilment of that stupendous and merciful oblation, and would not put them in the generations of men who died before they could partake of its reality and its riches!


ADVENT

I. THE HISTORY OF ADVENT
II. THE MYSTERY OF ADVENT
III. PRACTICE DURING ADVENT
IV. MORNING AND NIGHT PRAYERS FOR ADVENT
V. ON HEARING MASS DURING ADVENT
VI. ON HOLY COMMUNION DURING ADVENT
VII. ON THE OFFICE OF VESPERS DURING ADVENT
VIII. ON THE OFFICE OF COMPLINE DURING ADVENT

CHAPTER THE FIFTH
ON HEARING MASS DURING THE TIME OF ADVENT


There is no exercise which is more pleasing to God, or more meritorious, or which has greater influence in infusing solid piety into the soul, than the assisting at the holy sacrifice of the Mass. If this be true at all the various seasons of the Christian year, it is so, in a very special manner, during the holy time of Advent. The faithful, therefore, should make every effort in order to enjoy this precious blessing, even on those days when they are not obliged to it by the precept of the Church.
With what gratitude ought they to assist at that divine sacrifice, for which the world had been longing for four thousand years! God has granted them to be born after the fulfilment of that stupendous and merciful oblation, and would not put them in the generations of men who died before they could partake of its reality and its riches! This notwithstanding, they must earnestly unite with the Church in praying for the coming of the Redeemer, so to pay their share of that great debt which God has put upon all, whether living before or after the fulfilment of the mystery of the Incarnation. Let them think of this in assisting at the holy sacrifice.
Let them also remember that this great sacrifice, which perpetuates on this earth even to the end of time, though in an unbloody manner, the real oblation of the Body and Blood of Jesus Christ, has this for its express aim: to prepare the souls of the faithful for the mysterious coming of God, who redeemed our souls only that He might take possession of them. It not only prepares, it even effects this glorious advent.
Let them, in the third place, lovingly profit by the presence of, and intimacy with, Jesus, to which this hidden yet saving mystery admits them; that so, when He comes in that other way, whereby He will judge the world in terrible majesty, He may recognize them as His friends, and even then, when mercy shall give place to justice, again save them.
We shall now endeavour to embody these sentiments in our explanation of the mysteries of the holy Mass, and initiate the faithful into these divine secrets; not, indeed, by indiscreetly presuming to translate the sacred formulae, but by suggesting such acts, as will enable those who hear Mass to enter into the ceremonies and sentiments of the Church and of the priest.
The faithful, in assisting at Mass during Advent, should first know whether it is going to be said according to the Advent rite, or in honour of the blessed Virgin, or of a saint, or, finally, for the dead. The colour of the vestments worn by the priest will tell them all this. Purple is used, if the Mass be of Advent; white or red, if of our Lady or the saints; and black, if for the dead. If the priest be vested in purple, the faithful must excite within themselves the spirit of penance which the Church would signify by this colour. They should do the same, no matter what may be the colour of the vestments; for in every Mass during Advent, with the exception of Masses for the dead, the priest is obliged, even on the greatest feasts, to make a commemoration of Advent three separate times, and thus to make use of the same expressions of repentance and sorrow as he would in a Mass proper to the time of Advent.
On the Sundays, if the Mass at which they assist be the parochial, or, as it is often called, the public Mass, two solemn rites precede it, which are full of instruction and blessing: the Asperges, or sprinkling of the holy water, and the procession.
During the Asperges, let them ask for that purity of heart, which is necessary for having a share in the twofold coming of Jesus Christ; and in receiving the holy water, the sprinkling of which prepares us
assisting worthily at the great sacrifice, wherein is poured forth, not a figurative water, but the very Blood of the Lamb, they should think of that baptism of water, by means of which St. John the Baptist prepared the Jews for that other Baptism, which the power and mercy of the Redeemer were afterwards to give to mankind.

Dom Prosper Guéranger, PRATICA DELL'AVVENTO

Infatti, i destini della Chiesa sono anche i nostri; ciascuna delle anime è, da parte di Dio, l'oggetto d'una misericordia e d'un'attenzione simili a quelle che egli usa nei riguardi della Chiesa stessa. Essa è il tempio di Dio perché composta di pietre vive; è la Sposa perché è formata da tutte le anime che sono chiamate all'eterna unione. Se è scritto che il Salvatore ha acquistato la Chiesa con il suo sangue (At 20,28), ognuno di noi può dire parlando di se stesso, come san Paolo: Cristo mi ha amato e si è sacrificato per me (Gal 2,20). Essendo dunque uguali i destini, dobbiamo sforzarci, durante l'Avvento, di entrare nei sentimenti di preparazione di cui abbiamo visto ripiena la Chiesa.

http://www.unavoce-ve.it/gueranger.jpg
Capitolo Terzo
PRATICA DELL'AVVENTO

Vigilanza.
Se la santa Chiesa, madre nostra, passa il tempo dell'Avvento in questa solenne preparazione alla triplice Venuta di Gesù Cristo; se, sull'esempio delle vergini savie, tiene la lampada accesa per l'arrivo dello Sposo, noi che siamo le sue membra e i suoi figli, dobbiamo partecipare ai sentimenti che la animano, e prendere per noi quell'avvertimento del Salvatore: "Siano i vostri lombi precinti come quelli dei viandanti; nelle vostre mani brillino fiaccole accese; e siate simili a servi che aspettano il loro padrone" (Lc 12,35). Infatti, i destini della Chiesa sono anche i nostri; ciascuna delle anime è, da parte di Dio, l'oggetto d'una misericordia e d'un'attenzione simili a quelle che egli usa nei riguardi della Chiesa stessa. Essa è il tempio di Dio perché composta di pietre vive; è la Sposa perché è formata da tutte le anime che sono chiamate all'eterna unione. Se è scritto che il Salvatore ha acquistato la Chiesa con il suo sangue (At 20,28), ognuno di noi può dire parlando di se stesso, come san Paolo: Cristo mi ha amato e si è sacrificato per me (Gal 2,20). Essendo dunque uguali i destini, dobbiamo sforzarci, durante l'Avvento, di entrare nei sentimenti di preparazione di cui abbiamo visto ripiena la Chiesa.

da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 31-35
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terça-feira, 18 de novembro de 2014

Ven. Pio XII : O augusto sacrifício do altar é um verdadeiro e próprio sacrifício, no qual, imolando-se incruentamente, o sumo Sacerdote faz aquilo que fez uma vez sobre a cruz, oferecendo-se todo ao Pai, vítima agradabilíssima.


VEN. PIE XII : Il est un véritable renouvellement du sacrifice de la croix: Le saint sacrifice de l’autel dans lequel, par une immolation non sanglante, le Souverain Prêtre fait ce qu’il a fait sur la croix, en s’offrant lui-même au Père éternel comme une hostie très agréable.


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Encyclique MEDIATOR DEI


de Sa Sainteté le Pape PIE XII

SUR LA SAINTE LITURGIE


II LE CULTE EUCHARISTIQUE


I. NATURE DU SACRIFICE EUCHARISTIQUE

Le point culminant et comme le centre de la religion chrétienne est le mystère de la très sainte Eucharistie que le Christ, Souverain Prêtre, a instituée, et qu’il veut voir perpétuellement renouvelé dans l’Église par ses ministres. Comme il s’agit de la matière principale de la liturgie, Nous estimons utile de Nous y attarder quelque peu et d’attirer votre attention, Vénérables Frères, sur ce sujet très important.

Le Christ, notre Seigneur, " prêtre éternel selon l’ordre de Melchisédech " (Ps CIX, 4), " ayant aimé les siens qui étaient dans le monde " (Jn XIII, 1), " durant la dernière Cène, la nuit où il fut trahi, voulut, comme l’exige la nature humaine, laisser à l’Église, son Épouse bien-aimée, un sacrifice visible, pour représenter le sacrifice sanglant qui devait s’accomplir une fois seulement sur la croix, afin donc que son souvenir demeurât jusqu’à la fin des siècles et que la vertu en fût appliquée à la rémission de nos péchés de chaque jour… Il offrit à Dieu son Père son corps et son sang sous les apparences du pain et du vin, symboles sous lesquels il les fit prendre aux apôtres, qu’il constitua alors prêtres du Nouveau Testament, et il ordonna, à eux et à leurs successeurs, de l’offrir " (Conc.Trid., Sess. XXII, cap. 1).

Il est un véritable renouvellement du sacrifice de la croix:

Le saint sacrifice de l’autel n’est donc pas une pure et simple commémoration des souffrances et de la mort de Jésus-Christ, mais un vrai sacrifice, au sens propre, dans lequel, par une immolation non sanglante, le Souverain Prêtre fait ce qu’il a fait sur la croix, en s’offrant lui-même au Père éternel comme une hostie très agréable. " La victime est la même ; celui qui maintenant offre par le ministère des prêtres est celui qui s’offrit alors sur la croix ; seule la manière d’offrir diffère ". (Ibid. cap. 2)

a. Prêtre identique

C’est donc le même prêtre, Jésus-Christ, mais dont la personne sacrée est représentée par son ministre, celui-ci, en effet, par la consécration sacerdotale qu’il a reçue, est assimilé au Souverain Prêtre et jouit du pouvoir d’agir avec la puissance et au nom du Christ lui-même (Cf. S. Thomas,Summa theolIIIa, q. 22, a. 4.). C’est pourquoi par son action sacerdotale, d’une certaine manière, " il prête sa langue au Christ, il lui offre sa main ". (Jean Chrysostome, In IoannHom., 86, 4.)

b. Victime identique

La victime est également la même, à savoir le divin Rédempteur, selon sa nature humaine et dans la vérité de son corps et de son sang. La manière dont le Christ est offert est cependant différente. Sur la croix, en effet, il offrit à Dieu tout lui-même et ses douleurs, et l’immolation de la victime fut réalisée par une mort sanglante subie librement. Sur l’autel, au contraire, à cause de l’état glorieux de sa nature humaine, " la mort n’a plus d’empire sur lui " (Rm VI, 9), et, par conséquent, l’effusion du sang n’est plus possible ; mais la divine sagesse a trouvé un moyen admirable de rendre manifeste le sacrifice de notre Rédempteur par des signes extérieurs, symboles de mort. En effet, par le moyen de la transsubstantiation du pain au corps et du vin au sang du Christ, son corps se trouve réellement présent, de même que son sang, et les espèces eucharistiques, sous lesquelles il se trouve, symbolisent la séparation violente du corps et du sang. Ainsi le souvenir de sa mort réelle sur le Calvaire est renouvelé dans tout sacrifice de l’autel, car la séparation des symboles indique clairement que Jésus-Christ est en état de victime.

Ven. PIO XII : El Augusto Sacrificio del Altar es un Sacrificio propio y verdadero, en el cual, inmolándose incruentamente el Sumo Sacerdote, hace lo que hizo una vez en la Cruz




"Mediator Dei"
Sobre la Sagrada Liturgia
20 de noviembre de 1947
PARTE SEGUNDA
EL CULTO EUCARÍSTICO.
I. Naturaleza del Sacrificio Eucarístico
A) MOTIVO DE TRATAR ESTE TEMA
84. El Misterio de la Santísima Eucaristía, instituida por el Sumo Sacerdote, Jesucristo, y renovada constantemente por sus ministros, por obra de su voluntad, es como el compendio y el centro de la religión cristiana. Tratándose de lo más alto de la Sagrada Liturgia, creemos oportuno, Venerables Hermanos, detenernos un poco y atraer Vuestra atención a este gravísimo argumento.
B) EL SACRIFICIO EUCARÍSTICO
1º. Institución.
85. Cristo, Nuestro Señor, «Sacerdote eterno según el orden de Melchisedec» (Sal. 109, 4)) que «habiendo amado a los suyos que estaban en el mundo» (Juan, 13, 1), «en la última cena, en la noche en que era traicionado, para dejar a la Iglesia, su Esposa amada, un sacrificio visible -como lo exige la naturaleza de los hombres-, que representase el sacrificio cruento que había de llevarse a efecto en la Cruz, y para que su recuerdo permaneciese hasta el fin de los siglos y fuese aplicada su virtud salvadora a la remisión de nuestros pecados cotidianos... ofreció a Dios Padre su Cuerpo y su Sangre, bajo las especies del pan y del vino, y las dio a los Apóstoles, entonces constituidos en Sacerdotes del Nuevo Testamento, a fin de que bajo estas mismas especies lo recibiesen, mientras les mandaba a ellos y a sus sucesores en el Sacerdocio, el ofrecerlo» (5).
2º. Naturaleza.
a) No es simple conmemoración.
86. El Augusto Sacrificio del Altar no es; pues, una pura y simple conmemoración de la Pasión y Muerte de Jesucristo, sino que es un Sacrificio propio y verdadero, en el cual, inmolándose incruentamente el Sumo Sacerdote, hace lo que hizo una vez en la Cruz, ofreciéndose todo El al Padre, Víctima gratísima. «Una... y la misma, es la Víctima; lo mismo que ahora se ofrece por ministerio de los Sacerdotes, se ofreció entonces en la Cruz; sólo es distinto el modo de hacer el ofrecimiento» (6).
b) Comparación con el de la Cruz.
1) Idéntico Sacerdote.
87. Idéntico, pues, es el Sacerdote, Jesucristo, cuya Sagrada Persona está representada por su ministro. Este, en virtud de la consagración sacerdotal recibida, se asimila al Sumo Sacerdote y tiene el poder de obrar en virtud y en la persona del mismo Cristo; por esto, con su acción sacerdotal, en cierto modo; «presta a Cristo su lengua; le ofrece su mano» (7).
2) Idéntica Víctima.
88. Igualmente idéntica es la Víctima; esto es, el Divino Redentor; según su humana Naturaleza y en la realidad de su Cuerpo y de su Sangre.
3) Distinto modo.
89. Diferente, en cambio, es el modo en que Cristo es ofrecido. En efecto, en la Cruz, El se ofreció a Dios todo entero, y le ofreció sus sufrimientos y la inmolación de la Víctima fue llevada a cabo por medio de una muerte cruenta voluntariamente sufrida; sobre el Altar, en cambio, a causa del estado glorioso de su humana Naturaleza, «la muerte no tiene ya dominio sobre El» (Rom. 6, 9) y, por tanto, no es posible la efusión de la sangre; pero la divina Sabiduría han encontrado el medio admirable de hacer manifiesto el Sacrificio de Nuestro Redentor con signos exteriores, que son símbolos de muerte. Ya que por medio de la Transubstanciación del pan en el Cuerpo y del vino en la Sangre de Cristo, como se tiene realmente presente su Cuerpo, así se tiene su Sangre; así, pues, las especies eucarísticas, bajo las cuales está presente, simbolizan la cruenta separación del Cuerpo y de la Sangre. De este modo, la conmemoración de su muerte, que realmente sucedió en el Calvario, se repite en cada uno de los sacrificios del altar, ya que por medio de señales diversas se significa y se muestra Jesucristo en estado de víctima.

Ven. PIUS XII : The august sacrifice of the altar is a true and proper act of sacrifice, whereby the High Priest by an unbloody immolation offers Himself a most acceptable victim to the Eternal Father, as He did upon the cross.


Ven. PIUS XII : The august sacrifice of the altar, then, is no mere empty commemoration of the passion and death of Jesus Christ, but a true and proper act of sacrifice, whereby the High Priest by an unbloody immolation offers Himself a most acceptable victim to the Eternal Father, as He did upon the cross. "It is one and the same victim; the same person now offers it by the ministry of His priests, who then offered Himself on the cross, the manner of offering alone being different.


MEDIATOR DEI
ENCYCLICAL OF POPE PIUS XII
ON THE SACRED LITURGY



66. The mystery of the most Holy Eucharist which Christ, the High Priest instituted, and which He commands to be continually renewed in the Church by His ministers, is the culmination and center, as it were, of the Christian religion. We consider it opportune in speaking about the crowning act of the sacred liturgy, to delay for a little while and call your attention, Venerable Brethren, to this most important subject.
67. Christ the Lord, "Eternal Priest according to the order of Melchisedech,"[56] "loving His own who were of the world,"[57] "at the last supper, on the night He was betrayed, wishing to leave His beloved Spouse, the Church, a visible sacrifice such as the nature of men requires, that would re-present the bloody sacrifice offered once on the cross, and perpetuate its memory to the end of time, and whose salutary virtue might be applied in remitting those sins which we daily commit, . . . offered His body and blood under the species of bread and wine to God the Father, and under the same species allowed the apostles, whom he at that time constituted the priests of the New Testament, to partake thereof; commanding them and their successors in the priesthood to make the same offering."[58]
68. The august sacrifice of the altar, then, is no mere empty commemoration of the passion and death of Jesus Christ, but a true and proper act of sacrifice, whereby the High Priest by an unbloody immolation offers Himself a most acceptable victim to the Eternal Father, as He did upon the cross. "It is one and the same victim; the same person now offers it by the ministry of His priests, who then offered Himself on the cross, the manner of offering alone being different."[59]
69. The priest is the same, Jesus Christ, whose sacred Person His minister represents. Now the minister, by reason of the sacerdotal consecration which he has received, is made like to the High Priest and possesses the power of performing actions in virtue of Christ's very person.[60] Wherefore in his priestly activity he in a certain manner "lends his tongue, and gives his hand" to Christ.[61]

Ven. Pio XII : O augusto sacrifício do altar é um verdadeiro e próprio sacrifício, no qual, imolando-se incruentamente, o sumo Sacerdote faz aquilo que fez uma vez sobre a cruz, oferecendo-se todo ao Pai, vítima agradabilíssima.


Ven. Pio XII : O augusto sacrifício do altar não é, pois, uma pura e simples comemoração da paixão e morte de Jesus Cristo, mas é um verdadeiro e próprio sacrifício, no qual, imolando-se incruentamente, o sumo Sacerdote faz aquilo que fez uma vez sobre a cruz, oferecendo-se todo ao Pai, vítima agradabilíssima. "Uma... e idêntica é a vítima: aquele mesmo, que agora oferece pelo ministério dos sacerdotes, se ofereceu então sobre a cruz; é diferente apenas, o modo de fazer a oferta".

 

CARTA ENCÍCLICA DO PAPA PIO XII
MEDIATOR DEI
SOBRE A SAGRADA LITURGIA

SEGUNDA PARTE
O CULTO EUCARÍSTICO
I. Natureza do sacrifício eucarístico
59. O mistério da santíssima eucaristia, instituída pelo sumo sacerdote Jesus Cristo e, por vontade sua, perpetuamente renovada pelos seus ministros, é como a súmula e o centro da religião cristã. Em se tratando do ápice da sagrada liturgia, julgamos oportuno, veneráveis irmãos, deter-nos um pouco, chamando a vossa atenção para esta importantíssima temática.
60. O Cristo Senhor, "sacerdote eterno segundo a ordem de Melquisedeque" (56) "tendo amado os seus que estavam no mundo",(57) "na última ceia, na noite em que foi traído, para deixar à Igreja, sua esposa dileta, um sacrifício visível, como exige a natureza dos homens, o qual representasse o sacrifício cruento que devia cumprir-se na cruz uma só vez, e para que a sua lembrança permanecesse até o fim dos séculos e nos fosse aplicada sua salutar virtude em remissão dos nossos pecados cotidianos... ofereceu a Deus Pai o seu corpo e o seu sangue sob as espécies de pão e de vinho e deu-os aos apóstolos então constituídos sacerdotes do Novo Testamento, para que sob essas mesmas espécies o recebessem, e ordenou a eles e aos seus sucessores no sacerdócio, que o oferecessem".(58)
61. O augusto sacrifício do altar não é, pois, uma pura e simples comemoração da paixão e morte de Jesus Cristo, mas é um verdadeiro e próprio sacrifício, no qual, imolando-se incruentamente, o sumo Sacerdote faz aquilo que fez uma vez sobre a cruz, oferecendo-se todo ao Pai, vítima agradabilíssima. "Uma... e idêntica é a vítima: aquele mesmo, que agora oferece pelo ministério dos sacerdotes, se ofereceu então sobre a cruz; é diferente apenas, o modo de fazer a oferta".(59)
62. Idêntico, pois, é o sacerdote, Jesus Cristo, cuja sagrada pessoa é representada pelo seu ministro. Este, pela consagração sacerdotal recebida, assemelha-se ao sumo Sacerdote e tem o poder de agir em virtude e na pessoa do próprio Cristo;(60) por isso, com sua ação sacerdotal, de certo modo, "empresta a Cristo a sua língua, e lhe oferece a sua mão".(61)
63. Também idêntica é a vítima, isto é, o divino Redentor, segundo a sua humana natureza e na realidade do seu corpo e do seu sangue. Diferente, porém, é o modo pelo qual Cristo é oferecido. Na cruz, com efeito, ele se ofereceu todo a Deus com os seus sofrimentos, e a imolação da vítima foi realizada por meio de morte cruenta livremente sofrida; no altar, ao invés, por causa do estado glorioso de sua natureza humana, "a morte não tem mais domínio sobre ele"(62) e, por conseguinte, não é possível a efusão do sangue; mas a divina sabedoria encontrou o modo admirável de tornar manifesto o sacrifício de nosso Redentor com sinais exteriores que são símbolos de morte. Já que, por meio da transubstanciação do pão no corpo e do vinho no sangue de Cristo, têm-se realmente presentes o seu corpo e o seu sangue; as espécies eucarísticas, sob as quais está presente, simbolizam a cruenta separação do corpo e do sangue. Assim o memorial da sua morte real sobre o Calvário repete-se sempre no sacrifício do altar, porque, por meio de símbolos distintos, se significa e demonstra que Jesus Cristo se encontra em estado de vítima.